81⁄2 Il puer aeternus: la felicità nella verità
Percepirsi infelici è una situazione con la quale l’uomo deve prima o poi fare i conti. Sin dal mondo antico, la ricerca di un principio duraturo per una situazione di serenità d’animo si ritrova nel valore del perseguimento di qualcosa in cui credere, di un impegno profondo per quello che riteniamo vero in quanto giusto. Questo concetto, sotto forma d’intento, era molto radicato nella nostra infanzia: tutto starebbe a disvelarlo da adulti
Guido Anselmi è un affermato regista, noto a livello internazionale. Potrebbe avere tutte le condizioni per un’esistenza senza inquietudini. Elegante, stimato dal pubblico, indiscutibilmente affascinante e attraente agli occhi dell’altro sesso, un tempo anche felicemente sposato. In un turbamento che non gli permette di distinguere tra i suoi sogni e la realtà, avverte di esser soffocato nel traffico e dai fumi della sua automobile. Successivamente, si libra nell’aria ed è catturato con una corda su di una spiaggia, come un palloncino che tenta la fuga verso il cielo.

Si ridesta in un hotel, dove le cure termali sono più che mai percepite come cure dell’anima. Sta progettando un nuovo film. A seguirlo nelle sue intuizioni c’è un critico, che ne smorza ogni possibilità di entusiasmo. A turbarlo con differenti inibizioni, conoscenti e partner lavorativi. L’amico Mezzabotta ha una nuova fidanzata che potrebbe esser sua figlia. Pace, il suo produttore, si fa accompagnare da delle belle giovani per le quali non ha alcuna stima. Cesarino, il dinamico ispettore di produzione non è da meno. Sarà questa la via per dimenticare il dolore causato dal suo matrimonio fallimentare con Luisa? Purtroppo no, l’evasione fisica con l’altro sesso non gli basta. Giunge Carla, la sua storica amante. Arriva in treno. Guido non la nota, si sente quasi risollevato: una responsabilità in meno. Non può non vederla pochi secondi dopo, carica di bagagli e con un facchino. Non potrà stare nel suo stesso albergo, è sconveniente: anche lei è sposata. Inizia un piccolo gioco di ruoli in camera. Una rappresentazione dove Carla dovrà fingersi lasciva e truccata in modo vistoso: e se fosse davvero l’amante di qualcun altro come nel teatrino d’ispirazione erotica che inscena? A rendere insopportabile il presente di Guido, c’è anche il passato. In uno stato onirico ed immaginativo, i genitori gli chiedono in un cimitero come va il rapporto con la moglie Luisa. Questa donna è la maggiore artefice del perenne senso di ammonimento che lo tormenta. Lo accusa di essere un bugiardo, un immaturo, un infedele che è stato incapace di rendere autentica la vita di entrambi. Giungerà ad abbandonarlo definitivamente, senza credere in nessuna possibilità di redenzione e riconciliazione coniugale. Emerge un forte riferimento ad una figura di Jung: il puer aeternus. Questo archetipo profila uomini caratterizzati da una grande creatività e vitalità, eternamente giovani nella mente come perennemente in difficoltà di fronte a scelte solide, legate alla maturità e al senso di responsabilità che ne consegue. Guido incarna profondamente questa figura, con un senso d’insoddisfazione e di fastidio che deriva dal fatto che tutti esigono che il suo prossimo film venga realizzato presto e bene. Più che mai in lui viene fuori questa consapevolezza durante un esperimento di lettura del pensiero che lo riporta alla sua terra d’origine. Sulla scorta di questi accadimenti, Guido dà un nome al senso di negatività che lo caratterizza: infelicità. James Hillman individuava nel puer di Jung un fisiologico approdo all’insoddisfazione. La riprova è in adulti che da bambini hanno avuto comportamenti diametralmente opposti a quello che avrebbero manifestato da grandi. Quei fanciulli, erano come consapevoli di quello che stava per attenderli in futuro. Ad esempio, Guido ricorda in presenza di un cardinale, che dovrebbe far parte del cast del suo film, quanto la rigida educazione cattolica lo avesse inibito con le donne, cosa che non si verificherà negli anni a venire. Sua madre fu testimone diretta di una gogna nel suo collegio cattolico. La colpa del piccolo Guido? Aver ammirato coi propri compagni di studio la prostituta Saraghina. Allo stesso modo, il cardinale rincarerà la dose successivamente.

Nell’hotel dove tutte le persone coinvolte nel suo progetto cinematografico hanno appena terminato la sauna, viene citato Origene. Il compito dell’uomo non è esser felici. Solo nella Chiesa c’è serenità e salvezza e Guido non vuol farne tesoro. Hillman direbbe che Guido ha visto maltrattare il suo puer, il suo bambino interiore dal cardinale. Un’ulteriore manifestazione di questo stato di agitazione e di conseguente infelicità è la confessione che fa a Rossella, che sta accompagnando la moglie Luisa. Sono su di un’imponente costruzione di settanta metri, futuro set del suo film. Sarà la rampa di lancio di un’astronave che dovrà salvare i pochi superstiti al mondo dopo una guerra termonucleare. Guido confessa che la trama è una buona idea poiché semplice: una storia che seppellirà ciò che di morto ci portiamo dentro. Invece, lui è il primo che non ha il coraggio di seppellire proprio niente. Come essere felici? Al momento, sembra impossibile, soprattutto nell’eterno conflitto tra il suo bambino interiore e il ruolo junghiano di senex, di archetipo dell’uomo maturo che non riesce a raggiungere. Il nuovo sogno di Guido: rincasare e trovarsi ad essere l’unico uomo in un harem portando, nella sua Romagna, regali sotto la neve. Mogli, amanti, attrici, cognate: tutte le figure femminili della sua vita felicemente riconciliate.

A cena torna il tasto dolente della felicità. Aveva anche preparato un discorsetto: la felicità consiste nel poter dire la verità senza pensare di far soffrire mai nessuno. Ma questo è impossibile per Jung, quanto fattibile e decisivo per Hillman. Il passo non è quello della dicotomia puer versus senex ma del puer et senex dell’età adulta. Il rispetto del nostro bambino interiore è necessario proprio perché non possiamo più esser tali da grandi. Questa redenzione sta per arrivare attraverso la dolce Claudia. Si tratta di un’avvenente assistente termale, simbolo di purezza, anche attraverso l’acqua che dispensa ai villeggianti. Guido le ha mentito: per lei non c’era una parte nel film. Ha avuto finalmente la forza di ammettere le sue bugie, ora sta per farle un discorso forte e diretto. Mentre Claudia guida, le chiede se sarà mai capace di piantare tutto e ricominciare la vita daccapo, di scegliere una cosa, una cosa sola e di essere fedele a quella, riuscire a farla diventare la ragione della propria vita. Una cosa che raccolga tutto, che diventi tutto, perché è proprio la fedeltà a farla diventare infinita.
Lui non è in grado. Non è felice, per questo cambia strada ogni giorno. Oramai è arrivato il momento della conferenza stampa di presentazione del film, un evento di portata internazionale che si tiene ai piedi della rampa di lancio dell’astronave. Guido si sente investito da uno strano, improvviso e forte senso di felicità. Dirà la verità da quel momento in poi, accetterà di rispettare il suo puer interiore e si affaccerà al mondo del senex. Lo promette idealmente a Luisa, che forse non vedrà mai più. Il primo atto per questa definitiva conquista è rinunciare al film. Il secondo è il breve dialogo con l’amante di sempre, Carla, che gli ricorda come abbia bisogno del suo passato e non debba seppellirlo: ecco perché tutte le persone che ha conosciuto sono state evocate in quel luogo. Infine la mamma. Non può fermarsi a parlarle: è il passato da puer da ricordare e non ripercorrere. Ora tocca a lui iniziare dal nuovo, dalla verità. Finalmente, quel bambino può suonare con gli adulti unendo puer et senex.

PARERGA E PARALIPOMENA
Asa Nisi Masa
Federico Fellini ha volutamente evitato la decriptazione esplicita di Asa Nisi Masa. La più probabile interpretazione è che si tratta di una scomposizione del termine anima. In altre letture, Masa sarebbe l’imperativo di “masare”, ovvero di nascondere i riferimenti all’infanzia in Romagna del regista. In ogni caso, questa affascinante volontà di rendere oscuro il sogno più tangibile dell’infanzia di Guido Anselmi è la volontà di raccordare memoria e identità di un uomo in crisi a quarantatré anni che troverà nel suo fanciullo interiore la redenzione. In ogni caso, amare qualcuno, qualcosa può conciliare come obiettivo dell’esistenza l’incapacità di decriptare il passato e il tempo della nostra fanciullezza. Il mondo antico, a giudizio di Jung, era capace di vivere serenamente la figura del puer aeternus nelle vesti di Cupido. Questo archetipo si riferisce a un dio-bambino che rimane eternamente giovane, simbolo dell’energia vitale, della freschezza, della gioiosità luminosa e dell’apertura alla vita. Cupido, in particolare, è associato all’amore e alla passione, incarnando l’eterna giovinezza e la spontaneità emotiva tipica del puer aeternus. Poco importa che il futuro dell’uomo sia quello di diventare un adulto, la cui vita emotiva rimane fissa a uno stadio adolescenziale, caratterizzato dalla paura di impegni definitivi e responsabilità, dalla ricerca di indipendenza e libertà, e dalla difficoltà ad accettare limiti e confini. L’archetipo, delineato da Carl Gustav Jung e sviluppato da Hillman, rappresenta un lato di innocenza e vitalità senza limiti, rispecchiando aspetti sia mitologici che psicologici di questo archetipo.

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Scheda del film

Regia
Federico Fellini
Titolo originale
81⁄2
Durata
138 min.
Genere
Drammatico, grottesco, fantastico.
Data di uscita
1963
Dettagli dell’opera
Titolo
Asa Nisi Masa
Autore
Federico Fellini
Tecnica
Fotogramma in bianco e nero
Realizzata nel

